Bamboccioni o sfigati? Questo è il problema!

Posted: 30th gennaio 2012 by parmaprotesta in Senza categoria
1 febbraio, un Flash Mob da Sfigati in Università.

La provocazione del Viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali Michel Martone, denigratoria e superficiale, non poteva non suscitare una risposta chiara e ferma da parte degli studenti e delle studentesse  di Art Lab.

“Laurearsi dopo i 28 anni è da sfigati”: questa è la sentenza.  Le parole pronunciate da Martone indicano la volontà di dividere, ancora una volta, la società in normali e non normali, vincenti e perdenti, giusti e sbagliati. Ancora una volta provano a categorizzarci, a ingabbiarci in definizioni che nulla hanno a che fare con la realtà che ogni giorno viviamo. Siamo studenti e studentesse che tutti i giorni lavorano, per paghe misere e molto spesso in nero, nel tentativo disperato di sopravvivere a una spirale di precarietà e frustrazione. Ritornare stremati dal lavoro, incapaci di concentrarsi sui libri per la miriade di ore di sonno perse a servire ai tavoli di un fast-food, è evidentemente una sensazione mai provata dal politico rampante. La stessa classe politica che prima ci taglia le borse di studio poi ci chiede di studiare di più e più in fretta. Abbiamo dovuto scoprire cosa significa passare otto ore al centralino di un call center, con il pensiero che andava perennemente a quel maledetto esame da superare per non perdere la borsa di studio. Abbiamo dovuto scoprire cosa si prova dopo aver servito duecento persone in qualche ristorante di lusso, sapendo che in quei ristoranti molto spesso circolano tipi simili a Martone. Abbiamo provato l’avidità di chi affitta catapecchie, spacciandole per case, a prezzi inaccessibili. Abbiamo provato cosa significa districarsi tra bollette, affitti e tasse universitarie con buste paga che a stento arrivano a 600€. Abbiamo pensato più e più volte di partire sapendo di perdere tutti i rapporti sociali, le amicizie e gli affetti. E a volte siamo scappati da tutto questo perché stanchi di vedere la nostra vita scandita da tempi  imposti da altri.

A questo concetto di normalità ci vogliamo sottrarre. La settorializzazione dei percorsi formativi che ingabbia i nostri studi in compartimenti stagni ci spinge molto spesso a evadere da strade già decise. Scegliamo di approfondire, di informarci, di creare luoghi di socialità alternativi riprendendoci una parte del tempo che ci hanno sottratto. Cerchiamo di sperimentare oltre i confini imposti dai corsi di studi, di vivere la quotidianità in modo collettivo rispondendo, in modo forte a quella deriva individualistica, acuita dalla crisi.

A che fine poi laurearsi a ventitre anni se quello che ci viene offerto sono stage gratuiti o master a pagamento? Se una volta laureati, non avendo la “fortuna” del brillante viceministro, finiamo a fare il lavoro sottopagato, poco gratificante, non qualificato e a tempo determinato che facevamo durante il percorso universitario?

L’occupazione di Art Lab è diventato lo strumento attraverso il quale proporre un modello alternativo di vivere il nostro presente e di immaginare un futuro diverso da quello imposto dalla governance Monti, fatto di austerità e precarietà. Lo studio e la formazione concorrono alla costruzione di persone libere e capaci di costruire attivamente un’alternativa fatta di partecipazione e desiderio. E il nostro desiderio, per oggi, caro Viceministro, è di non essere giudicati.

Noi Sfigati e Sfigate di Art Lab, in risposta alle sue accuse, daremo vita ad un Flash Mob presso la Facoltà di Economia dell’Università di Parma, mercoledì 1 febbraio alle ore 14:30.

Tutti i bamboccioni, gli sfigati ecc. sono invitati!

UNIPR – ASSEMBLEA STUDENTESCA OGNI MERCOLEDì H 17.00

Posted: 23rd novembre 2011 by parmaprotesta in Senza categoria

Ogni mercoledì dalle 17.00 l’assemblea universitaria @ aule k di economia.

Discutiamo insieme, come studenti, del contesto formativo politico e sociale in cui siamo immersi.

Cosa vuol dire attraversare l’università ai tempi della crisi, nel post Gelmini Tremonti Berlusconi?
Cosa vuol dire attraversare l’università ai tempi della sua dismissione e alla dismissione di tutte le politiche sociali esistenti?

Nell’ateneo di Parma quest’anno 1700 studenti aventi diritto alla borsa di studio non se la sono vista erogare.

Perchè gli attacchi della speculazione finanziaria si ripercuotono così violentemente nel nostro bios?

Discusitamone insieme

Produciamo partecipazione conflitto alternativa

La parade dei Draghi Ribelli del 17 novembre

Posted: 19th novembre 2011 by parmaprotesta in Senza categoria
Oltre 500 studenti in corteo per urlare che il nostro futuro non è in debito!

ore 9.05: Avvistati i draghi ribelli in Barriera Bixio pronti x la parade contro i tagli, le politiche di austerity, le privatizzazioni e il saccheggio dei diritti.

Dietro il camion di apertura del corteo, molti studenti medi e universitari con le maschere da draghi ribelli. In corteo con gli studenti anche la Rete Diritti in Casa e molti migranti: contro razzismo e precarietà per unire le lotte.

ore 10.10: Il corteo di studenti, studentesse e draghi ribelli sanziona Banca Monte Parma al grido “Noi la crisi non la paghiamo!”. Chiusura simbolica dell’ingresso, adesivi “Less Bank More Frank!”, fumogeni e stancil.

ore 10.40: Traffico bloccato sul Ponte di Mezzo. #Occupyourlife! #Occupytheworld!

ore 11.00: I Draghi ribelli sanzionano anche Unicredit Banca in via Mazzini. Il Profumo di BCE e Austerity non ci piace!

ore 11.30 : Il corteo si conclude in Piazza Garibaldi con un’assemblea pubblica. A seguire spettacoli e mostre allestite dagli studenti dell’Istituto d’Arte Toschi, scuola gravemente colpita dai tagli con conseguente dismissione dei laboratori, soppressione di interi corsi di insegnamento, licenziamento di molti professori.

…La giornata continuerà nel pomeriggio alle 18 con un’assemblea pubblica nella Facoltà di Lettere. #occupyuniversity!

#occupyourlife!

Leggi la ressegna stampa su La Repubblica Parma

Foto di Sandra Martorano:
Foto di Noemi Martorano:
Draghi Ribelli sanzionano banca Monte Parma:

Draghi Ribelli sanzionano banca Unicredit:

Less Bank More Frenk:

Se mi toccano il futuro mi incazzo come un drago!
Il drago cinese aveva il potere della metamorfosi, il dono di rendersi, a piacimento, visibile o invisibile, e le sue apparizioni – sempre folgoranti – erano accolte come presagi di messi abbondanti, garanzie di future ricchezze. Si riteneva che i draghi potessero nascondersi e annidarsi ovunque, nei cieli, in acqua, sulla terra e sottoterra.
I Draghi Ribelli sono stati avvistati a New York, Atene, Madrid, Londra, Tunisi, Santiago. Li abbiamo visti in Zuccotti Park opporsi  con i proprio corpi allo strapotere delle banche e di Wall Street. Li abbiamo visti, folli e sognanti, il 12 ottobre cercare di occupare Bankitalia a Roma. Li abbiamo visti mobilitarsi ovunque il 15 ottobre a Roma e l’11 novembre nelle Acampade gridando forte che la dittatura della finanza sta espropriando la democrazia, sta saccheggiando le nostre vite. Si sono incontrati in molte piazze italiane, organizzando assemblee pubbliche, riaprendo luoghi morti e abbandonati nel cuore delle nostre città, donandogli nuova linfa e attraversamento.
I Draghi ribelli sono animali multicefali e multiformi , in cui convivono e cooperano collettivi, reti, singoli e movimenti. Il loro aspetto è ibrido: sono uomini, donne,  student*,  lavorator*,  precar*, migrant*.  Sono parte di quel 99% che, alle assurde politiche di austerity dei nostri governanti , alla speculazione dei mercati finanziari, ai diktat della Banca Centrale Europea e dell’ FMI, rispondono liberando spazi decisionali e creando momenti costituenti, che mettano  al centro i beni comuni e l’applicazione di un’alternativa reale che parta dalle nostre esigenze e desideri.
La fine dell’epopea berlusconiana, che ha tenuto in scacco il Paese e reso monolitico il dibattito politico per più di un quindicennio, certo, non può che farci gioire. Allo stesso tempo, però, ci pone dinanzi ad una realtà amara, che mostra il completo scollamento della politica istituzionale rispetto alla società civile. E la prospettiva politica che ci viene narrata come l’unica possibile ripropone un agglomerato di tecnocrazia, burocrazia e privatizzazione di ogni potere decisionale in capo ai poteri forti globali.
Col nuovo governo di Mario Monti e della Goldman & Sachs saremo di fronte alla consegna, certificata, della piramide istituzionale italiana alla governance economica europea e mondiale.
Le conseguenze che affronteremo sono sempre le stesse: svendita e privatizzazione del patrimonio pubblico, saccheggio dei beni comuni, aumento vertiginoso delle tasse universitarie, tagli alla spesa sociale e smantellamento delle già misere politiche del welfare e del lavoro. Una ricetta che indica delle scelte ben precise, scelte che cercano di condannare un’intera generazione ad un’esistenza precaria e che cancellano la possibilità di immaginare e delineare un futuro all’altezza dei nostri desideri ed i nostri bisogni.
Per questo riteniamo sia fondamentale ridare centralità agli spazi formativi, continuamente vessati dalla violenza aziendalistica delle politiche di governo che, soprattutto nell’ultimo anno, hanno subito una forte accelerazione nella direzione della segmentazione e dequalificazione dei saperi, sempre più inviluppati in meccanismi escludenti di gerarchizzazione.
Il famigerato ddl Gelmini, è vero, si è ormai tramutato in incubo. Dati che si toccano con mano (quest’anno saranno disponibili ben 70.000 borse di studio in meno (su un totale di 184.043), che non verranno concesse nemmeno a chi i requisiti per riceverle li ha tutti, con buona pace del principio secondo cui tutti dovrebbero avere la libertà e la possibilità di farsi un’istruzione, solo nell’ateneo di Parma verranno tagliate 1700 borse di studio.
Ma riteniamo che il quadro all’interno del quale si pone il dibattito sulla formazione sia quello di una crisi strutturale, sistemica e globale, che lesiona la qualità della vita in tutti i suoi aspetti. Aspetti che non possono più essere presi in considerazione come camere stagne, ma che necessitano di essere considerati secondo la loro naturale interconnessione.
Il costo esorbitante degli affitti, la difficoltà di inserirsi (e la sottrazione costante di diritti) nel contesto lavorativo, l’aumento del costo della vita in generale, la mancanza di un welfare diretto e indiretto che faccia da ammortizzatore rispetto al fenomeno povertà sempre più dilagante, sono aspetti che investono e avvolgono le nostre vite, schiacciandole sull’impossibilità di costruire un’esistenza dignitosa.
La mercificazione della conoscenza e la mutilazione della ricerca, ad esempio, hanno ripercussioni dirette su tutto il bios, portando ad un paradigma che lesiona drasticamente l’autonomia dei cittadini. Nell’era del capitalismo cognitivo, l’università-azienda funziona attraverso la rendita e la cattura dei processi di cooperazione, consegnando intere generazioni ad un futuro di precarietà, intesa come elemento trasversale.
In un contesto europeo in cui nessun governo agisce in nome degli elettori che dovrebbe rappresentare, bensì trascrive fedelmente i dettami del FMI, BCE e mercati finanziari, noi vogliamo rilanciare una campagna che parli di reddito di esistenza e di riconquista, attraverso un processo di ricomposizione sociale, del nostro protagonismo politico, aprendo spazi di vera democrazia.
Per questo il 17 Novembre, giornata internazionale di mobilitazione studentesca, i  Draghi Ribelli saranno nuovamente presenti nelle scuole, nelle università, nelle strade e nelle piazze di tutta Italia.
Per dire basta ai tagli all’istruzione e al diritto allo studio, per ribadire che questa crisi non siamo noi a doverla pagare, per urlare che il nostro futuro non è in debito.
Saremo noi, tutt* insieme,  a decidere che forma prenderà  il drago. Insieme determineremo le frequenza delle sue apparizioni e la potenza del suo fuoco.
I Draghi Ribelli lanciano l’appuntamento del 17 novembre anche a Parma:
* mercoledì 16 novembre alle ore 14.30 presso Art Lab in borgo Tanzi 26: laboratorio Art Attack per costruire insieme il nostro drago ribelle;
* giovedì 17 novembre alle ore 09.00 in Barriera Bixio percorteo cittadino
In seguito apriremo uno spazio di dibattito all’interno dell’università, con un’assemblea di ateneo, per riempire di significato la parola “alternativa”. Appuntamento alle ore 18 nel cortile delle Facoltà di via Kennedy.
Invitiamo, pertanto, tutti i ricercatori, professori e studenti dell’Ateneo di Parma ad essere presenti, e ad apportare un proprio contributo.
#Occupytheworld!
#Occupyyourlife!

Studenti, studentesse e draghi ribelli

www.unicommon.org
www.artlaboccupato.blogspot.com
Come Rete Diritti in Casa aderiamo alla manifestazione del 17 novembre promossa dal coordinamento dei collettivi studenti medi, e ne condividiamo la prospettiva che tende all’unità delle lotte in una fase come quella attuale in cui è fortissimo l’attacco nei confronti delle fasce sociali più deboli e sfruttate. Tra queste si collocano senz’altro le migliaia di persone che in tutta Italia, sono costrette a dormire in strada o ad arrangiarsi con soluzioni precarie a causa dell’aumento impressionante degli sfratti per morosità o perchè non sono più in grado di pagare il mutuo per la casa, per non parlare di tutti coloro che fuggono dai loro paesi colpiti dalla guerra o dalla miseria e la condizione di senza tetto è permanente, dal momento del loro arrivo. Parma non fa eccezione; ma tanti compagni, lavoratori, studenti, ci hanno appoggiato concretamente nei picchetti a difesa degli sfratti così come nell’occupazione delle case sfitte, valorizzando in tal modo, con la presenza diretta , la prassi di un intervento “in rete”, e gettando le basi per una visione sempre più unitaria delle forze in campo. In quest’ottica, parteciperemo alla manifestazione portando la testimonianza di tutti coloro che italiani o immigrati hanno scelto di organizzarsi dal basso per il diritto ad avere un tetto sulla testa.
Rete Diritti in Casa

PARMA – 15 OTTOBRE: RIFLETTERE E RIPARTIRE

Posted: 18th ottobre 2011 by parmaprotesta in Senza categoria

Dopo il 15 ottobre la piazza non sarà più la stessa: in un processo costituente, in cui vogliamo essere presenti attivamente, come soggettività politiche e come individui, una giornata come questa segna un momento di cambiamento.
La piazza romana pare essere stata solo quella degli scontri, invece è stata soprattutto un’esplosione di partecipazione, centinaia di migliaia di persone che alla violenza, fatta di sottrazione di diritti e tagli indiscriminati, rispondono confluendo nella piazza del 15 ottobre, con i propri corpi e le proprie istanze, per urlare la propria voglia di costruire l’alternativa. Il messaggio e la sua diffusione spaventano delle istituzioni incapaci di reagire, di dare risposte concrete a problemi reali: l’unica ricetta che sono in grado di proporre è fatta di asservimento ai dictat della Bce, volti a impoverire i poveri per risanare un’insolvenza che non sono stati loro a creare, smantellando così ciò che rimane delle politiche di welfare e del bene comune.
Facile è continuare a non voler leggere la fioritura di un movimento globale che, a dieci anni da Genova, continua il suo processo di ricomposizione sociale. Ancor più facile è limitarsi a condannare le pratiche, strumentalizzarle per oscurare la forza reale di una piazza eterogenea, che ha in sé e nelle proprie proposte d’alternativa la sua forza devastante .
Inutile continuare a dividere la piazza in buoni e cattivi, violenti e non violenti, black block e pacifisti: queste distinzioni banali servono solo per giustificare un vero e proprio attentato alle forme di democrazia reali, attraverso la riproposizione di meccanismi repressivi, che mirano a minare le basi di un movimento che acquista una forza e un consenso sempre crescente. In questo contesto sono state svolte perquisizioni e controlli, ingiustificati e pretestuosi, nei confronti di attivisti di movimento. Queste manovre risultano un vano tentativo di marginalizzare e criminalizzare le esperienze di autorganizzazione nate dentro i centri sociali, che, con un costante lavoro sul territorio, hanno dato linfa e fondamento alle tematiche e alle battaglie che ci hanno portato al 15 ottobre e ad essere parte di quel 99%.
Non solo la criminalizzazione degli spazi sociali, ma anche la delegittimazione dei percorsi di altri soggetti dentro il movimento, come la Fiom, che ha saputo costruire nei mesi una conflittualità maggiore rispetto alla banale riproposizione di scenari evocativi e immaginari storici e che si è vista negata la piazza del 21 ottobre. Anche la Fiom è parte di quel 99%.
La piazza ha avuto molti volti, mille differenze, intrinseche nella sua complessità: tutto questo andava rispettato.
Ciò che è accaduto ci ha posti davanti ad una profonda criticità: una battuta d’arresto alla democraticità dei movimenti.
Alcuni soggetti hanno considerato la giornata de l 15 ottobre uno spazio da monopolizzare, imponendo la propria interpretazione della piazza, annullandone ogni altra possibilità di autodeterminazione e partecipazione. Si è imposto prepotente un machismo, fatto di brutalità irrazionale e ingiustificata, che ha violentato la molteplicità dei contenuti e delle espressioni conflittuali presenti in un processo democratico di tale portata.
Andrebbe aggiunta, del resto, una critica femminista a quell’estetica della ‘resistenza’ vista a Roma. Non basta, ovviamente, mettere in evidenza le quote rosa in forza tra i ‘neri’. La soggettività basata sull’esaltazione di qualità militari e predatrici non in quanto pratiche, ma in quanto qualità dell’essere (bio)politico, parlano di ben altre, ben più lunghe retoriche di genere..
Si delinea una frattura tra chi ha cercato un conflitto costruttivo e costituente e chi ha cercato il conflitto fine a se stesso.
Essere in piazza è ‘semplicemente’ l’amplificazione, la generalizzazione di un metodo di essere e agire quotidiano.

Riteniamo quindi fondamentale rilanciare la discussione e l’analisi sui territori, che hanno visto crescere questo movimento partecipato.

L’APPUNTAMENTO È AD ART LAB GIOVEDÌ 20 ALLE 18.30

ASSEMBLEA VERSO IL 15 OTTOBRE

Posted: 6th ottobre 2011 by parmaprotesta in Senza categoria

CAMBIAMO L’EUROPA, CAMBIAMO L’ITALIA
PEOPLE OF EUROPE, RISE UP!

* * *

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

sabato 15 ottobre ROMA – ore 14

AUTOBUS DA PARMA:
spam_parma@yahoo.it
artlab_parma@yahoo.it
3484285794

La giornata del 15 ottobre vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria. Le persone non sono un debito.

Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone che hanno dato vita al Coordinamento 15 ottobre . Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera.

Il Coordinamento 15 ottobre si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni.

Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti.

Ci impegniamo insieme a costruire una manifestazione partecipata, pacifica, inclusiva, plurale e di massa, il cui obiettivo è raccogliere e dare massimo spazio alla opposizione popolare, alle lotte e alle pratiche alternative diffuse nel nostro paese.

La manifestazione partirà alle ore 14.00 da Piazza della Repubblica e arriverà a Piazza San Giovanni.

Sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, come si sta realizzando in tutta Europa e nel Mediterraneo, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente.

Invitiamo i cittadini e le cittadine, nativi e migranti, le lavoratrici e i lavoratori, i soggetti organizzati, i gruppi, le reti formali e informali a partecipare attivamente al 15 ottobre, a coinvolgere le proprie comunità, a organizzare la partecipazione al corteo di Roma.

Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale “UNITED FOR GLOBAL CHANGE” e a convergere nella giornata nazionale di mobilitazione a Roma.

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

sabato 15 ottobre

ROMA